Il gruppo “BANDA BENI”
era molto in voga negli anni ’70 in Sardegna!
Il loro nome tradotto significa “Va bene” Tutto a posto.
La caretteristica di questo gruppo e’ stata  soprattutto l’ironia nel raccontare la cruda realta’ dei nostri nonni , che si rispecchiano tutt’oggi fra nomignoli trascritti da generazioni .
 “ZIU LILLICCU” (Sign. Lilliccu), che state ascoltando in sottofondo, e’ il protagonista di questa storia divertente canticchiata in dialetto e rime.
Ambientata sulla vita trascorsa in miseria di un personaggio dei nostri luoghi che a malapena riesce a sopravvivere!!
L’impronta del lavoratore rozzo rafforza il concetto di poverta’, trasformando la tragedia in una fenomenale barzelletta popolare!
Calza a pennello i nostri tempi se ci si lascia trasportare dalla morale che nonostante il suo strampalato accento trascina il pungente significato.
Sposa solitamente feste famigliari dove si divide la quotidianita’ locale che ci accomuna.
TRADUZIONE DELLA CANZONE:

Quattro chili di pere, una cassa di melanzane al mercato, un chilo di fagiolini, quattro chili di pesche andate a male…
Bevo vino a piu’ non posso, mangio formaggio senza pane a colazione!
E’ la vita del “galante” senza tasche e senza tanta umanita’.

Dal mattino con l’asinello, il berretto in testa a lavorar!
Un “ratto”-merdona-, un panino, un litro di vino e’ tutto cio’ che ho da mangiar!
I fanciulli sempre a scuola non li voglio piu’ vedere qui a “marrar”-italianizzazione della parola zappare-: (piuttosto) un dottore, uno scienziato, e quell’altro che rimane coricato!

Raccogliendo carciofini con la schiena al sole, non puoi credere!
Dieci calli nei piedi, una coscia (gonfia)  come quella di una pecora.
Dice bene, lei, dottore: “ma si curi…non lo sa che puo’ morir?” Io lavoro le sue vigne, nel frattempo lei mi venga a seppellir.

Bella e’ si’ la vita, ma quando si puo’ mangiar…cosi’ mi diceva quando ero piccolo  mia madre! (“mammai”…”mammina”)  :) Oh, Yes.

Lavorando nella vigna con *Balliccu, Fisineddu e Srabadoi-Salvatore- (i “nomignoli ” dei “colleghi”). Quattro ore faticando al sole per spartirci un tozzo di pane! (coccoi..un tipo di pane).
Gliel’ho detto, venga via  da quella vigna, che’ non gli conviene piu’ !(il dottore).
Gli ho risposto “statti zitto (cittidi’), se no ti prendo a pedate nel sedere.
Ah!,guarda tu, che  faccia da schiaffi e faccia da suola di scarpa ha la gente che possiede molto denaro!
Liberta’ ci vuole solo, per noi tutti non esiste piu’ galera. Stiamo uniti nella lotta,  lo dicono i politici mattina e di sera.
Il diavolo se li prenda, e la terra non li riveda mai piu’!!

Cosi’ noi siamo in questo mondo, aspettando che arrivi l’ora di morire per dire “ah!-“finalmente!”-. Noi poveri, in questa vita lavoriamo e non diciamo neanche “bah”!
“Non ci e’ permesso  di esprimere neppure un lamento
 C’e chi ride in questa terra, c’e chi piange a diluvio ogni di’! E’ per questo che aspettiamo Gesu’ Cristo per poterlo vedere li!

“Bella e’ si la vita, ma quando si puo’ mangiar!!
Cosi’ mi diceva quando ero piccolo mia madre!”.
Lavorando nella vigna con *Balliccu, Fisineddu e Srabadoi, quattro ore faticando al sole per spartirci un  tozzo di pane.
 “Gliel’ho detto, venga via da quella vigna, che’ non gli conviene piu’!!
 Gli ho risposto… “statti zitto, se no ti prendo a pedate nel sedere”.



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