Archivio Aprile 2010

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Ad un anno dalla data del mio licenziamento finalmente arriva il mio primo giorno.
Martedi riprendero’ il mio posto, le mie mansioni, i miei compiti.
Una divisa mi aspetta ancora nuova in un cassetto per la prossima settimana ed a vincere e’ stata la mia umilta’, sincerita’.
Circa dieci giorni fa, il mio ennesimo colloquio qui a Trento, lontano da i miei luoghi, da tutto, la sardegna ai miei occhi ora e’ cosi lontana…
Mi sono ormai stufata di presentarmi con il completo rosso per raccontarmi, e quel giorno, pioveva cosi tanto…
andai semplicemente a piedi, in compagnia di un ombrello, una tuta da ginnastica e la crescita dei capelli ben in vista!

Raccontami di te, esclama il direttore!..
Di me? risposi!
Vuole diventare pazzo subito o adesso pensai!!

Di me potrei dire che al momento sono una poverina..
E gli ho raccontato tutto il mio percorso lavorativo motivato, compreso che ho un bambino (se per lei e’ un problema mio figlio non me ne puo’ fregar di meno).
E che : ” Le pare che sarei qui a Trento se in sardegna selezionassero i propri dipendenti per le loro capacita’?!!!”

Le sue ultime parole prima che andassi sono state..

Lo sai?! oggi, QUESTO, e’ stato l’unico colloquio che mi ha stupito.
Molti inventano le piu’ svariate storie pur di sorprendermi ma la vera sorpresa oggi e’ stata finalmente una persona che mi ha raccontato la verita’ e che non mi ha fatto la solita stupida domanda :
” Quanto e’ la paga mensile?”

Sono trascorsi giorni e non ci speravo nemmeno piu’ , quando…
Squilla il telefono l’altra mattina, ecco, e’ la coordinatrice del punto vendita in oggetto per confermare la mia assunzione.
Finalmente saranno decisamente fatti e non parole per me.

Che curiosa la vita, delle volte basta essere semplicemente se stessi.

 

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Anch’ esso un dettaglio, il suono che odo del vento infilatosi in una cosi piccola fessura, in una cosi vecchia radice.
Mi siedo posando le mani delicatamente per non infrangere questo mite fruscio e rimango estasiata dalla semplicita’.
Sono sensibili sensazioni,  percepibili solo con fervida attenzione.
Sintetizzo l’immagine e accosto gli occhi al trascorso delle antiche venature, sottili e profonde.
Ogni spazio e’ curioso, ogni sfumatura un giorno rimasto qui.
Il mare finisce per sbirciarci dentro tutte le sere luccicandone bagliori a tratti.
E il tramonto socchiude il suo ultimo spiraglio scaldando la vecchia esistenza di una bellezza che non e’ riservata a tutti.
Un dettaglio per chi riesce a sorprendersi sempre con piccole cose.

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Si tende la sera e mi tiene stretta e caldo il palmo.
Scivola via solo persa dal sonno profondo mentre tutto si spegne.
Quasi non riesco a lasciarla perche’ mi rende forte al tatto.
E’ veramente bello sentirsi cosi importanti davanti ad una cosi piccola manina..
La stessa che stringo per mille passeggiate,  a rotoloni sul prato del parco.
La guardo perdendomi delle volte tra le sue dita, perche’ un giorno sara’ come la mia,
forse anche piu’ grande ma sempre la mano del mio bambino.

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C’era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore piu’ bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti gliel’ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore piu’ bello che avessero mai visto in vita loro, e piu’ lo dicevano, piu’  il giovane s’insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All’improvviso spunto’ fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse:
“Beh, a dire il vero.. il tuo cuore ? molto meno bello del mio.”
Quando lo mostro’, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C’erano zone dove dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene – cosi  il cuore risultava tutto bitorzoluto.
Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi.
Cosi  tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessita’, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardo’  com’era ridotto quel vecchio e scoppio’  a ridere:
“Starai scherzando!”, disse. “Confronta il tuo cuore col mio: il mio ? perfetto, mentre il tuo ? un rattoppo di ferite e lacrime.”
“Vero”, ammise il vecchio. “Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel’ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, cio’  che dai non e’ mai esattamente uguale a cio’ che ricevi ? e cosi’ ho qualche bitorzolo, a cui sono affezionato, pero’: ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso.
Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare e’  rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che provo anche per queste persone.. e chissa’ ? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la VERA bellezza?”
Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto.
Prese un pezzo del proprio cuore, ando’  incontro al vecchio, e gliel’offri’ con le mani che tremavano.
Il vecchio lo accetto’, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmo’  la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Il giovane guardo’  il suo cuore, che non era piu’ “il cuore piu’  bello del mondo”, eppure lo trovava piu’ meraviglioso che mai: perche’  l’amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.

ciresell: Sono certa che anche sbagliando, tutto cio’ che ho scelto sia stato dettato dal cuore e anche pur non essendo la via piu’ semplice, e’ sicuramente quella piu’ giusta.

Cosi si chiude la mia PASQUA.

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Pioggia_Nella_Sera

Si radunano parole sul tavolo
si accoppiano come un gioco
a rincorrersi vaneggiano mettendo su fantasia e realta’.
Fuggono tra virgole, accenti, maiuscole, minuscole…
E piu’ di uno disse che l’arte del comporre cosi naturale come mi viene e’ solo simpatica esclamazione!!
Sono soddisfatta di ogni mio fallimento, perche’ mi ha resa unica allo sbaglio.
E ho perso!
Si, ho perso nella musica, incisa su un disco che rimane muto
nella poesia ho perduto la mia anima bianca
nella vita sono una mamma blogga!, ed esco dal pensiero lavando stoviglie sporche.
E che venga pure giu’ tutto questo fango torbido, lo aspetto, voglio mangiarlo e sputarlo con una smorfia superba!
Voglio proprio capire fino infondo da dove arriva questa forza profonda che ancora mi sostiene, mi guida e sento come un sussurro di coraggio.
Levati finalmente in un angolo della sera e gridami di cosa saro’ capace
.

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