Archivio Giugno 2007


Le conchiglie non sanno dimenticare il sapore del mare.
E mentre ruzzolano in spiaggia trasportate dall’ondeggiar di spume,
rapiscono granelli di sottili e bianche sabbie.
Dal lontano e profondo popolano il fondale,
tra coralli di diverse forme, secoli di ornati gioielli.
Cosi raccolte da chi conserva il suono di una marea solitaria ad adagiar le acque infrangendosi su appuntiti scogli.
Battigia salata affonda diversi umori di una giornata che appare diversa al girar del sole…
Sfumate e cristalline affiorano donando al paesaggio smeraldi intenti ad incantar di luci mobili, irregolari.
E ancor vede conchiglie andar
posar corazze tutta la vita in riva al mar.

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Mentre metto la cavigliera, specchio i piedi vestiti dai sandali.
L’estate li rende sensuali nella scollatura di un collo tatuato, abbronzato.
Lucidi di un bagno in creme,truccati di smalti perlati.
Uno slancio delicato dona movimento al passo elegante scoprendo le ginocchia sotto un vestito che gioca di pieghe accavallando posture.
E’donna la sera, coprendo di scialle traspare…
E’donna ritrova, finezza mostrata da poco…
Complice l’ombra, rivela il mistero di femminilita’ che dona ai piedi attimi di liberta’ tra lacci e nodi, organze in ritocchi, tacchi vertiginosi,fermagli e fiocchi.

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Liberando il tafferuglio di pensieri ho percorso l’intera spiaggia.
Non mi sono nemmeno accorta quanto tempo e’ passato…
Questi luoghi mi parlano in silenzio, suggeriscono sagge riflessioni tutte le volte.
Estraneo il mare, mi ha tenuto compagnia per tutto il tragitto bagnando le mie caviglie e salando i piedi.
Magicamente risanando il viso dallo sguardo assente che sorgeva per perplessita’ di fatti accaduti.
Ho seduto il corpo e immerso il vestito nel bagnasciuga appoggiando le mani a palmo, sorreggendo la vita tra correnti incrociate.
Le carezze del vento hanno allungato i capelli stravolgendoli.
Rimango cosi per un po’ a consumare le delusioni…
Non ho trovato rimpianto ma colgo confusione a riordinare i miei desideri.
Non ho portato rancore ma tradisco la gioia facendone tristezza.
Non ho insultato ma non comprendo il momento che ogni dove smarri’ la mia felicita’.

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Ti vedro’ ancora quando tornerai a rivestire gli alberi di verdi foglie.
E sentiro’ profumi di margherite danzar nelle brezze dei pomeriggi
facendo corolle di colori,
sedute mentre milioni di formiche consumano le ultime provviste ed in fila tornano ed escono a far escursioni.
Con cestini di pic-nic a quadri di fondo, ad osservare i girotondi delle rondini in cielo al cercar di pagliuzze per i nidi.
Larve che cambiano condizione, mille piedi a dondolar i passi.
Sorgenti in eco e sassi tra pozzanghere di piogge passeggere.
Distese d’ultime nuvole han percorso azzurre atmofere ricoprendole di grigio improvviso,
sconvolgendo i paesaggi col frastuono dei tuoni,abbagli di fulmini trafitti all’orizzonte.
Cadranno ancora acque nuove e bagneranno terre fertili che fiorir faranno altri boccioli,
cornici di casolari abbandonati.
Conservando cappotti d’inverno,sciarpe di nevicate,guanti di gelo. Sciogliendo i fiocchi che han nascosto colline e montagne di bianco.
Mutando il calore del sole nuovamente, lasciando adagiar barche a vela sui laghi.
E nei viali di passeggiate saran foulard di seta a sfoggiar abiti delicati, tessuti sottili ogni quando scendera’sera nella giornata di una fantastica e comparsa primavera.

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Buona giornata a Te,
che leggi le mie righe ascoltando la musica.
Buona giornata a Te,
che viaggi come me in questo mondo socchiuso dai pensieri,
abbandonando l’impronta in un passo sconosciuto.
Buona giornata a Te,
cosi lontano dai miei giorni,
mentre compongo un mosaico che nessuno vedra’ mai per intero.
Buona giornata a Te,
che trasmetti i miei scritti,
e nel volare girano distrattamente agli occhi.
Buona giornata a chi passera’ per caso,
a chi disperdendo parole cogliera’ l’attimo che ho lasciato per inondare il tempo.

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Sotto un riflettore che abbaglia sguardi
Sopra petali che in risalto mettono te e me insiene come un quadro d’amore.
Rotoliamo d’unico corpo sul pavimento che accompagna dolci curve di tenera protezione…
E diventare di un bello diverso, un fascino perso a cullar mio figlio.
Immagine e scatto fermano il momento d’ attesa, l’impazienza di averti.
Coprendo il nudo che parla…
Sfoggiando radiosa solo la fantasia che circonda la figura espressa..
qui indifesa e delicata, qui di pensieri che affollano pagine di vita.
Qui dove tutto si arresta o viaggia.
Qui dove il vero racconto siamo noi.

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Dicono che gli angeli siano in cielo, che si posino come in un fiore ad osservare il mondo.
Vorrei si riunissero, e cercando tra soffi di nuvole ti trovassero.
Ogni giorno di piu’ lontano dalla tua mamma allaga notti d’incubi cupi.
E’ la crudele vista di chi perverso non trova gioia nell’ingenuita’ di un bambino.
Ogni ora d’assenza ogni ora di silenzio fitto,
ragnatela di tacito affanno soffocato nel pianto smarrito del tuo sorriso chi sa dove.
E di speranze volantini sparsi ovunque rammendano giorni passati, passanti.
Chi perdono non ha nel cuore, vive come il sonno nel buio..
Ma chi d’inutile traveste oblique psicosi chiude vedute beate, pulite.
Se coscienza ancora mormora dentro,
riporta la luce nell’angoscia di una famiglia che distrutta spera ancora di dimenticare questo corridoio interminabile d’attese.
Ragiona nel tuo interdire,
rifletti di pochi pensieri impuniti dal meccanismo che travolge disperazione senza condanna.

Dedicato alla piccola bambina scomparsa in Portogallo lo scorso 3 maggio.

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Sbriciola passionando umori.
Palpita usurando vacante il suono muto.
Ipnotizza nella mente sensibilita’ rare e nuove.
Richiama il desumere di facciate vite sommerse al sentirla.
E vivendola emana olii d’incanto, essenza paradisiaca.
Infiamma il tatto spingendo il corpo a lasciarsi in un valzer soffuso.
Rivuole di tempere quando esplode spaziando e viene.
Colpisce soave chi trova disarmato dinanzi a se
lasciando spine di finto reo.
Monotizza di pianto se fasulla recita.
Manca d’entusiasmo se falsa compare.
Disseta se esatta forma prende, ansimando pure autentiche.
Grazia l’estro, completa il principio, sfuma arguzia.

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